Scommesse Online: Via Libera in Italia, Stop in Olanda
“L’attività di raccolta e gestione delle scommesse da parte di un bookmaker inglese in territorio italiano appare sicuramente lecita”. Anche con queste (sorprendenti) parole si spiega l’assoluzione del gestore di un centro trasmissione dati del bookmaker inglese Globet a Messina. Secondo il giudice monocratico Venuto, che ha giudicato la condotta dell’imputato assolvendolo dal reato ascritto “per non aver commesso il fatto”. Nella clamorosa motivazione, si sostiene inoltre che “L’imputato non svolgeva in realtà alcuna gestione e/o raccolta di scommesse clandestine (punite dalla legge 401 del 1989 e dalle seguenti modifiche) in quanto la vera e propria attività di gestione era attuata dal bookmaker inglese al quale lo stesso imputato, mediante un locale opportunamente attrezzato con computer, era collegato via internet”. Con il richiamo ad alcuni principi di diritto comunitario, il giudice aggiunge infine come vada “Concessa ai singoli cittadini italiani l’opportunità di giocare direttamente, via telefono, fax, computer o altri collegamenti telematici, indipendentemente se il collegamento avvenga tramite il computer posto nelle propria abitazione o un computer posto in un locale al quale più soggetti possono accedere liberamente”.
Proprio in quell’avverbio – “indipendentemente” – sta la vera novità: fin qui, era considerata illecita (ma difficilmente perseguibile, per ovvi motivi) anche la partecipazione a scommesse estere non autorizzate perfino dai privati cittadini italiani seduti comodamente a casa propria, mentre è sempre stato perseguita – anche se con esiti alterni per l’Amministrazione italiana - la condotta degli imprenditori che decidevano di aprire un centro di raccolta collegato ai bookmaker stranieri. Ebbene, il giudice di Messina ha deciso di scavalcare in un solo colpo la recente giurisprudenza, ponendo sullo stesso piano le scommesse piazzate da casa propria e quelle effettuate in un esercizio pubblico. Ma se, in Italia, le decisioni dei tribunali oscillano continuamente tra sentenze di stampo “europeista” e quelle di genere “monopolista”, in Olanda la Corte Suprema sembra aver dato un parere definitivo in merito alla presenza dei bookmaker on-line: risale infatti a venerdì scorso, secondo quanto riportato dal sito jamma.it, la sentenza che obbliga un bookmaker a cessare la sua attività di raccolta di scommesse online. La vicenda riguarda Ladbrokes, operatore con sede a Gibilterra e “braccio” internazionale del più grande allibratore del pianeta, che svolge da circa due anni un’attività di raccolta di scommesse in rete tra la popolazione olandese senza autorizzazione statale e, per questo, ritenuta illegale dal governo locale. Per questo, circa due anni fa, è iniziata un’aspra battaglia legale con il concessionario di Stato DeLotto. La sentenza della Suprema Corte dovrebbe quindi sciogliere qualsiasi dubbio circa la normativa relativa ai siti che offrono servizi per il gioco d’azzardo: questi, secondo la legge vigente, non sono autorizzati dallo Stato olandese e quindi non possono operare sul mercato. La posizione di Ladbrokes, secondo il quale il monopolio olandese sarebbe contro la libertà della circolazione dei beni e dei servizi, è stata quindi rigettata.